GIOSTRA
GIOSTRA
GIOSTRA
Il boom economico degli anni ‘60 ha modificato l’estetica del paesaggio e l’immaginario legato a periferie e province italiane. Le attrazioni, parte di questa eredità, incarnano l'effetto nostalgia, che si ritrova nella plastica cotta dal sole, nelle lampade al neon e nelle figure dei personaggi che compongono i meccanismi. Questa nostalgia rivela anche qualcosa di più profondo, non visibile, una solitudine e un’angoscia che rimandano più all'esperienza vissuta con l'oggetto che non all'oggetto stesso. Lasciati sulla giostra, siamo temporaneamente abbandonati, l’evento non lascia in noi traccia tangibile, se non quella confusa della fugacità. Nonostante l'esperienza non risulti appagante, la sensazione più intensa che resta è il desiderio di ripeterla. Disseminati nell'ambiente, questi meccanismi dall’aspetto morbido e colorato, celano una natura crudele, sono fabbricati con materiale difficilmente smaltibile e sono quindi un fardello eterno sulla superficie del pianeta
GIOSTRA
The economic boom of the 1960s transformed the aesthetics of the landscape and the imagery associated with Italy's suburbs and provinces. The rides, part of this legacy, embody the nostalgia effect, found in the sun-baked plastic, the neon lights, and the figures of the characters that compose the mechanisms. This nostalgia also reveals something deeper, invisible, a loneliness and anguish that hark back more to the experience of the object than to the object itself. Left on the ride, we are temporarily abandoned; the event leaves no tangible trace on us, other than the hazy one of transience. Although the experience is unsatisfying, the most intense sensation that remains is the desire to repeat it. Scattered throughout the environment, these soft and colorful mechanisms conceal a cruel nature; they are made from materials that are difficult to dispose of and are therefore an eternal burden on the surface of the planet.